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Paragrafo 3 . La rivolta dei Paesi Bassi.
     
Il  fiore  all'occhiello  dei  possedimenti  spagnoli  era  costituito
indubbiamente dai territori dei Paesi Bassi.
     Corrispondenti   all'incirca   agli   odierni   Olanda,   Belgio,
Lussemburgo  e  Francia  nord-orientale,  essi  erano  appartenuti  in
passato  al  ducato  di  Borgogna, che  li  aveva  trasmessi  per  via
matrimoniale  agli Asburgo. Sotto Carlo quinto erano  stati  accorpati
definitivamente,  e  suddivisi in diciassette province  a  formare  un
regno che era andato poi ad arricchire il dominio di Filippo secondo.
     I  Paesi Bassi rappresentavano nel loro complesso una delle  zone
pi ricche ed avanzate d'Europa, se non la pi progredita in assoluto.
Nel  Medioevo era stata la regione delle Fiandre, con le citt di Gand
e  di Bruges, a dominare la vita economica dell'Europa settentrionale;
fra Quattrocento e
     
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     Cinquecento,  dopo  l'interramento del porto di  Bruges,  si  era
per affermato prepotentemente il pi settentrionale scalo di Anversa,
principale punto d'incontro fra il commercio coloniale portoghese e le
aree  del mare del Nord e del mar Baltico, da cui provenivano tessuti,
legnami e prodotti minerari. Le citt delle regioni pi settentrionali
come  l'Olanda,  anche se ancora non potevano competere economicamente
con Anversa, rappresentavano pur tuttavia fiorenti centri mercantili e
pescherecci  appartenenti alla lega anseatica,  nei  quali  si  andava
formando  un'attiva classe "borghese", impegnata anche  in  oculati  e
produttivi investimenti agricoli.
     In  questi  territori  di grande tradizione  commerciale,  gelosi
della  loro  autonomia politica ed aperti ad un tipo di  Cristianesimo
interiore ed improntato allo spirito del Vangelo - i Paesi Bassi erano
la  patria di Erasmo e della corrente nota come Devotio moderna  (vedi
capitolo  Quindici,  paragrafo1)  -,  si  era  ampiamente  diffusa  la
Riforma, e soprattutto il Calvinismo.
     Il  governo di Filippo secondo, contrario alla relativa autonomia
che  era  stata  concessa a quei territori da suo padre Carlo  quinto,
decise  di mettere fine a quello stato di cose, in linea con il rigore
assolutista  adottato  dalla Spagna. Venne perci  tolto  potere  agli
Stati  generali, organo centrale di rappresentanza delle province,  fu
imposta  un'esosa  tassa  sui commerci e  si  progett  di  introdurre
l'Inquisizione al fine di perseguitare i calvinisti.
     A  questa forma di autoritarismo politico, fiscale e religioso si
rispose  con una serie di sollevazioni, attuate soprattutto  da  parte
calvinista,  per combattere le quali venne inviato nel  1567  Fernando
lvarez de Toledo, duca d'Alba, un prestigioso generale, al comando di
un forte esercito. Dopo che egli ebbe istituito un apposito tribunale,
il  "consiglio  dei torbidi", soprannominato dai rivoltosi  "tribunale
del  sangue", che si rese responsabile dell'esecuzione di migliaia  di
ribelli,  fra  i quali anche alcuni esponenti moderati  della  nobilt
locale,  lo scontro fra le province e la Spagna divenne inevitabile  e
generale.  Anche  i  cattolici,  che  in  un  primo  momento   avevano
manifestato fedelt al governo di Filippo secondo, davanti alla feroce
repressione attuata dal duca d'Alba si schierarono apertamente  con  i
calvinisti, spesso convertendosi alla religione riformata.  Fu  questo
il  caso del pi prestigioso esponente della nobilt dei Paesi  Bassi,
Guglielmo  d'Orange-Nassau, detto il Taciturno, principe educato  alla
corte  di  Carlo  quinto  e statolder (luogotenente)  d'Olanda,  ossia
governatore  di nomina regia, che prese il comando della  rivolta.  La
lotta  per l'indipendenza and trasformandosi, davanti allo strapotere
dell'esercito  spagnolo, in una sorta di guerriglia  nel  corso  della
quale  i  rivoltosi allagarono vaste zone agricole ed attaccarono  con
atti  di  pirateria  i  convogli navali  della  Spagna.  Gli  spagnoli
risposero con inaudita ferocia al tentativo di secessione, arrivando a
mettere  a ferro e a fuoco, nel 1576, la stessa Anversa, che dal  quel
momento  and  incontro ad una progressiva decadenza  a  vantaggio  di
Amsterdam.
     Dopo  il ritiro del duca d'Alba, sostituito dal sovrano nel 1573,
i  successivi  governatori spagnoli, Giovanni d'Austria,  fratello  di
Filippo   secondo,  e  il  condottiero  italiano  Alessandro  Farnese,
riuscirono,  in  parte  con le armi e in parte con  la  diplomazia,  a
riportare  sotto  il dominio della Spagna le province meridionali  dei
Paesi  Bassi - quelle oggi suddivise fra Belgio e Francia  -,  rimaste
nell'alveo  del  Cattolicesimo.  Queste  ultime  strinsero  un  patto,
l'unione  di  Arras  (1579), rinunciando alla lotta e  riavvicinandosi
alla  Spagna,  con  la  speranza di strappare una maggiore  autonomia.
All'unione cattolica si contrapposero
     
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     decisamente  sette  province  settentrionali  (Olanda,   Zelanda,
Frisia, Utrecht, Groninga, Overijssel e Gheldria) che confermarono  la
loro  volont  di indipendenza politica e religiosa, siglando,  sempre
nel  1579,  l'unione  di Utrecht, e dando vita, due  anni  dopo,  alla
repubblica  delle Province Unite. Nel corso degli anni  successivi  il
nuovo   stato  defin  la  propria  struttura  politico-istituzionale,
assegnando  la sovranit agli Stati generali ed affidando  il  comando
dell'esercito  e  della flotta ad uno statolder.  Quest'ultima  carica
venne  attribuita a Guglielmo d'Orange-Nassau e, dopo l'assassinio  di
questi da parte di un fanatico cattolico, al figlio Maurizio e ai suoi
discendenti.  Fra il partito degli Orange, sostenuto dai  nobili,  che
tendeva  a  trasformare  la carica di luogotenente  in  una  monarchia
ereditaria, e quello degli irriducibili repubblicani, appoggiati dalla
classe  borghese, si effettu un lunghissimo braccio di ferro  che  si
sarebbe  concluso  soltanto  con il congresso  di  Vienna  (1815),  al
termine  del  quale gli Orange-Nassau divennero sovrani  ereditari  di
tutti i Paesi Bassi.
